Veneto, i droni diventano strumenti per il monitoraggio ambientale: la novità presentata da ARPAVMappature con droni News 

Veneto, i droni diventano strumenti per il monitoraggio ambientale: la novità presentata da ARPAV

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I droni stanno assumendo un ruolo sempre più importante nella protezione dell’ambiente. Grazie alla possibilità di sorvolare aree difficili da raggiungere e di raccogliere immagini dettagliate, questi velivoli permettono di osservare il territorio da una prospettiva diversa, offrendo nuove opportunità per individuare criticità e migliorare le attività di controllo.

In Veneto, le potenzialità di questa tecnologia sono state al centro di un incontro organizzato nell’ambito del Festival della Scienza dell’Alto Vicentino (FESAV). Il 25 ottobre 2026, a Schio, i tecnici dell’ARPAV, l’Agenzia regionale per la prevenzione e protezione ambientale del Veneto, hanno illustrato come i droni possano contribuire al monitoraggio ambientale e alla tutela del territorio.

L’iniziativa, documentata dall’agenzia regionale in un comunicato pubblicato il 26 ottobre, ha permesso di approfondire le applicazioni di questi strumenti nella sorveglianza di corsi d’acqua, versanti, discariche e siti produttivi. L’impiego di sensori ottici, termici e multispettrali apre infatti nuove possibilità per acquisire informazioni con rapidità e con un livello di dettaglio utile alle attività tecniche.

ARPAV al Festival della Scienza dell’Alto Vicentino: droni e tutela dell’ambiente

La partecipazione di ARPAV al FESAV si inserisce nel percorso di divulgazione scientifica e di confronto con i cittadini sui temi della sostenibilità e dell’innovazione tecnologica. Il festival, giunto alla nona edizione, si è svolto dal 15 al 25 ottobre 2026 coinvolgendo diverse località dell’Alto Vicentino, tra cui Schio, Valdagno, Santorso, Thiene, Marano Vicentino e Dueville.

Durante l’incontro dedicato all’utilizzo dei droni per il monitoraggio e il controllo ambientale, l’attenzione si è concentrata sulle possibilità offerte dai sistemi a pilotaggio remoto nelle attività di osservazione del territorio.

Il vantaggio principale consiste nella capacità di raggiungere punti difficilmente accessibili agli operatori, riducendo la necessità di effettuare sopralluoghi complessi. Un drone può sorvolare un tratto di fiume, osservare un pendio o raccogliere immagini di un’area industriale, fornendo materiale che i tecnici possono analizzare successivamente.

Questa tecnologia non sostituisce le misurazioni sul campo e le verifiche tradizionali, ma può affiancarle, aiutando a individuare le zone che richiedono controlli più approfonditi. L’obiettivo è rendere le attività di monitoraggio più efficienti e migliorare la conoscenza delle condizioni ambientali.

Sensori ottici, termici e multispettrali: come funzionano i droni ambientali

Uno degli aspetti più interessanti dei droni utilizzati per il monitoraggio ambientale riguarda la strumentazione installata a bordo. A seconda della missione, il velivolo può essere equipaggiato con differenti sensori, ciascuno progettato per raccogliere specifiche informazioni.

Le telecamere ottiche acquisiscono immagini dettagliate della superficie terrestre. Queste riprese possono essere utilizzate per documentare lo stato di un’area, confrontare fotografie realizzate in momenti diversi e individuare cambiamenti visibili nel territorio.

Le termocamere, invece, rilevano la radiazione infrarossa emessa dagli oggetti e restituiscono informazioni sulle differenze di temperatura apparente. Possono essere utili, per esempio, per osservare anomalie termiche o supportare le verifiche in determinati contesti industriali. I risultati devono essere interpretati tenendo conto delle condizioni ambientali e delle caratteristiche delle superfici osservate.

I sensori multispettrali raccolgono informazioni in diverse bande dello spettro elettromagnetico, comprese alcune non visibili all’occhio umano. I dati possono aiutare a studiare le condizioni della vegetazione e a individuare variazioni che non emergono chiaramente dalle normali fotografie.

L’integrazione di questi strumenti consente di ottenere una visione più completa dell’area esaminata. La scelta del sensore dipende sempre dalla domanda a cui i tecnici devono rispondere: non esiste infatti una singola configurazione adatta a tutte le attività ambientali.

Controllo dei corsi d’acqua e dei versanti: più informazioni sul territorio

Tra le applicazioni più importanti dei droni rientra l’osservazione dei corsi d’acqua. Il sorvolo può consentire di documentare le condizioni delle sponde, individuare modifiche visibili dell’alveo e raccogliere immagini utili alla valutazione di situazioni che meritano ulteriori approfondimenti.

In presenza di eventi meteorologici intensi, le riprese aeree possono contribuire a una prima ricognizione delle aree interessate, sempre nel rispetto delle condizioni di sicurezza e delle procedure operative. Le immagini possono inoltre essere confrontate con quelle raccolte in precedenza per osservare l’evoluzione di una situazione.

Un altro campo di interesse riguarda i versanti e le zone soggette a possibili fenomeni di dissesto. I droni possono riprendere scarpate, pendii e aree difficili da raggiungere a piedi, offrendo una documentazione visiva utile per programmare eventuali sopralluoghi.

Quando vengono impiegate tecniche di fotogrammetria, le fotografie sovrapposte possono essere elaborate per ricostruire modelli tridimensionali e rappresentazioni dettagliate della superficie. Se i rilievi vengono eseguiti con procedure adeguate, i modelli ottenuti possono supportare confronti nel tempo.

È importante precisare che una fotografia aerea, da sola, non permette di stabilire con certezza la stabilità di un versante o il rischio idraulico di un’area. Per arrivare a valutazioni tecniche sono necessari dati adeguati, analisi specialistiche e, quando richiesto, misure effettuate direttamente sul terreno.

Droni per discariche e siti produttivi: il ruolo nei controlli ambientali

Il monitoraggio delle aree industriali e delle discariche rappresenta un ulteriore ambito nel quale i droni possono offrire un contributo concreto.

Le immagini raccolte dall’alto consentono di documentare lo stato di determinate superfici, osservare le condizioni delle infrastrutture e individuare elementi che potrebbero richiedere un controllo più approfondito. La possibilità di ripetere i voli secondo programmi prestabiliti può inoltre facilitare il confronto tra rilievi eseguiti in periodi differenti.

L’utilizzo di sensori termici o multispettrali può aggiungere ulteriori informazioni, purché siano pertinenti rispetto al fenomeno da verificare. Non tutte le anomalie, infatti, sono rilevabili attraverso una semplice ripresa aerea e non tutti i sensori sono in grado di identificare direttamente sostanze inquinanti.

In caso di sospetta contaminazione, per esempio, le immagini possono aiutare a circoscrivere un’area da esaminare, ma non sostituiscono i campionamenti e le analisi di laboratorio necessari per determinare la presenza e la concentrazione di specifici contaminanti.

Il valore dei droni risiede quindi soprattutto nella capacità di supportare il lavoro dei tecnici, rendendo più semplice la raccolta preliminare delle informazioni e contribuendo a pianificare gli interventi successivi.

Emergenze ambientali: perché la rapidità delle riprese può fare la differenza

Quando si verifica un’emergenza ambientale, disporre rapidamente di una panoramica dell’area coinvolta può aiutare a organizzare le verifiche e a individuare le zone prioritarie.

I droni possono essere impiegati, quando le condizioni operative lo consentono, per osservare aree interessate da incendi, allagamenti o altri eventi che rendono difficoltoso l’accesso via terra. Le immagini permettono di documentare la situazione e possono fornire elementi utili alle squadre impegnate nella gestione dell’emergenza.

Un ulteriore vantaggio è rappresentato dalla possibilità di acquisire dati senza esporre immediatamente gli operatori a zone potenzialmente pericolose. Tuttavia, i voli devono essere coordinati con le autorità competenti e con le operazioni di soccorso, evitando interferenze con elicotteri, velivoli antincendio e altri mezzi.

Anche in questo caso, la tecnologia non garantisce automaticamente una risposta più efficace: i risultati dipendono dalla disponibilità delle attrezzature, dalla preparazione del personale, dalla qualità dei dati e dalla capacità di integrarli nei processi decisionali.

Limiti e prospettive: i droni non sostituiscono le verifiche sul campo

Nonostante i vantaggi, l’impiego dei droni nel monitoraggio ambientale presenta alcuni limiti. Le condizioni meteorologiche, il vento, la pioggia e la visibilità possono condizionare le operazioni. Anche l’autonomia di volo, la risoluzione dei sensori e la necessità di elaborare correttamente le immagini incidono sulla qualità dei risultati.

A questi aspetti si aggiungono le regole che disciplinano le operazioni con droni, le limitazioni dello spazio aereo e le esigenze di tutela della privacy. Le missioni devono essere pianificate in modo da rispettare la normativa applicabile e garantire la sicurezza delle persone.

È inoltre fondamentale disporre di personale capace di interpretare i dati. Una grande quantità di fotografie non equivale automaticamente a una conoscenza approfondita del fenomeno osservato: occorre selezionare le informazioni pertinenti, confrontarle con altre fonti e verificarle attraverso metodi scientifici adeguati.

La direzione è comunque chiara: l’integrazione tra droni, sensori specializzati, sistemi informativi geografici e immagini satellitari può ampliare le possibilità di osservazione ambientale. Per enti come ARPAV, queste tecnologie rappresentano strumenti da valutare e integrare nelle attività di controllo in base alle esigenze operative.

Monitoraggio ambientale in Veneto: la tecnologia al servizio del territorio

La presentazione di ARPAV al Festival della Scienza dell’Alto Vicentino conferma l’interesse verso strumenti innovativi per conoscere e proteggere l’ambiente. Dai corsi d’acqua ai versanti, dalle discariche ai siti produttivi, i droni possono rendere più rapida la raccolta di informazioni e aiutare i tecnici a individuare le situazioni che richiedono ulteriori verifiche.

Il loro contributo è particolarmente significativo quando le riprese aeree vengono integrate con misurazioni, sopralluoghi e analisi specialistiche. È questa combinazione, più che la sola tecnologia, a permettere di trasformare immagini e dati in informazioni utili alla tutela del territorio.

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